Cosa non funziona nella mia ricerca di lavoro?

Se un amico ti consiglia una dieta per perdere peso e dopo 6 mesi non hai perso neanche 1 etto, cosa fai, continui? Non credo proprio, visto che non hai visto nessun risultato. Allora cosa fai? Cambi dieta, ti metti a fare ginnastica, cerchi qualcuno di più esperto che ti consigli, insomma cambi strada perché quella che avevi preso non ti ha portato a niente. Allora perché se hai già mandato 100 cv e nessuno ti ha risposto continui a rimandarlo all’infinito?  Non puoi prendere l’imprenditore per stanchezza, non funziona mai.

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Quando è ora di cambiare strada?

Se è qualche mese che non riesci ad avere nessun contatto, se hai risposto a diversi annunci in cui avevi tutti (o quasi) i requisiti ma non ti hanno chiamato lo stesso allora forse è il momento di fermarsi e fare un punto della situazione. Lo so che fermarsi spaventa, soprattutto per chi crede che mandare 50 cv al giorno sia l’unica opzione valida per trovare lavoro.

La quantità in questo caso non è detto che sia la strada vincente, soprattutto se la nostra unica strategia è inondare tutte le aziende del territorio con il nostro cv, se le prime 10 volte non l’hanno letto forse l’11 lo faranno. Ci credi veramente?

Se ti arriva la stessa pubblicità per posta 10 volte come reagisci? Anche se era un prodotto che ti interessava, dopo 10 volte lo odi e appena vedi la busta che è arrivata non la apri neanche più, la butti e basta, perché per un imprenditore dovrebbe essere diverso? Continua a leggere →

Fare uno stage fa trovare ancora lavoro?

stageEsperienza farebbe crescere dell’8% le opportunità di lavoro

Redazione ANSA  

Aver avuto un’esperienza di stage farebbe crescere dell’8% le opportunità di lavoro. Ancora meglio se il tirocinio si svolge dopo la laurea magistrale.
In più di un’occasione sono stati visti come il ‘male assoluto’, lo strumento con cui le aziende potevano sfruttare manodopera quasi a costo zero. Ma gli stage, se interpretati nella maniera corretta (sia dal datore di lavoro che dal tirocinante), possono essere una grande risorsa. Certo, non ti fanno svoltare del tutto, ma a parità di condizioni danno un certo vantaggio sul fronte dell’occupazione: l’8% di probabilità di trovare lavoro entro un anno dalla laurea per chi svolge un tirocinio curriculare durante gli studi. Ancora meglio se lo stage va in scena dopo essersi adeguatamente formati all’università. Lo dicono i dati del XIX Rapporto Almalaurea sulla condizione lavorativa dei laureati alla fine del 2016, analizzati da Skuola.net per la Giornata Internazionale degli Stagisti.

Pochi vantaggi dagli stage curriculari
Se ci si concentra sui laureati magistrali biennali, però, lo scenario cambia (e anche nettamente) a seconda del tipo di esperienza di stage maturata. I tirocini curriculari (svolti durante gli anni dell’università), infatti, li provano in tantissimi – il 54% dei laureati triennali, il 52% di quelli magistrali biennali – in molti casi, però, perché necessari a raggiungere il numero di crediti previsti dal piano di studi. Mentre solo un quinto tenta con un tirocinio extra-curriculare, ricercato e svolto in maniera autonoma. Ma il vantaggio che entrambe le tipologie danno in termini occupazionali è veramente irrisorio: a un anno dal titolo (di livello superiore) lavora il 56% di quelli che hanno sul curriculum uno stage, il 55% tra quelli che non ce l’hanno.

Scienze e Economia: il tirocinio aumenta le chance di lavoro
Un vantaggio che, comunque, in alcuni particolari segmenti esiste. Tra i laureati del gruppo scientifico, ad esempio, lavora il 58% di chi ha svolto un tirocinio curriculare (solo il 51% di chi non l’ha fatto). Più o meno la stessa cosa per i laureati nelle materie economico-statistiche: il 63% dei ‘tirocinanti’ trova presto lavoro (dato che nel caso degli stagisti mancati si ferma al 57%).

Stage dopo la laurea? Oltre il 70% trova presto un’occupazione
Discorso parecchio differente nel caso di tirocini svolti dopo la discussione della tesi. Qui, se si sceglie bene e con un pizzico di fortuna, si può trovare la strada per un lavoro futuro. La quota di occupati – sempre a un anno dalla laurea, sempre per quel che riguarda i laureati biennali – tra chi ha passato qualche mese in azienda nel ruolo di stagista sale al 71%. Mentre, tra chi non ha provato questo percorso, ci si ferma al 57%. Un divario che si fa ancora più evidente se il laureato non lavorava già al momento della laurea. Dopo 12 mesi dalla tesi, il tasso di occupazione di chi in assenza di altro ha svolto un tirocinio è del 68% (mentre è di appena il 45% tra chi non l’ha fatto). In più, a oltre la metà di loro, al termine dello stage l’azienda ospitante gli ha chiesto di rimanere (8 su 10 hanno accettato). Peccato che solo il 20% del totale dei laureati ci abbia provato.

I laureati magistrali biennali i più interessati ai tirocini
L’indagine, come detto, nell’affrontare l’argomento tirocini si è concentrata sui laureati che nel 2015 hanno conseguito un titolo magistrale biennale. Il motivo? Semplice: sono quelli più attivi nella ricerca di un lavoro visto che, molto probabilmente, sia i laureati delle triennali sia quelli delle magistrali a ciclo unico sono impegnati in altre attività (i primi in corsi di livello superiori, i secondi nei corsi di qualificazione per l’esercizio delle professioni).

fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/tempo_di_esami/2017/11/10/fare-uno-stage-fa-trovare-ancora-lavoro_bc4abbf5-64c2-4440-8ff9-f0be3bceb3ad.html

Ce l’hai il gene dell’imprenditore?

sogno nel cassettoTanti, in questo periodo di crisi, hanno deciso di seguire un sogno o un progetto che pensano vincente e di aprire un’attività in proprio ma, tutti hanno il “gene dell’imprenditore?” Tu pensi averlo?

Cosa contraddistingue chi ha un sogno nel cassetto da chi lo realizza e lo fa diventare il suo progetto di vita?

  • Essere informato sul prodotto/servizio che vuoi vendere, sul mercato di riferimento, sui concorrenti….. cominciare impreparati è come voler fare una scalata in montagna senza informarsi sul sentiero che devi fare.
  • Seguire una passione e rivolgersi a chi la segue come te, solo così sarai motivato anche quando incontrerai degli ostacoli e non ti lascerai abbattere.

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BeProved il portale con i commenti dei lavoratori sulle aziende

Un portale dove chi cerca lavoro, può leggere i pareri e le recensioni anonime di chi conosce l’azienda….. mi sembra una bella idea per conoscere meglio l’azienda in cui spedisci il curriculum e magari per avere qualche dritta prima di un colloquio di lavoro.

Tre ragazzi, Riccardo Ramoino, Matteo De Candia e Fabio Sibilio, dopo aver sostenuto molti colloqui senza capire cosa realmente le aziende stessero chiedendo e senza ricevere a volte nessuna risposta, hanno pensato di creare un sito dalla parte dei candidati. Ecco che cosa si sono inventati.

Il progetto e l’idea – Trovare un lavoro non è semplice come si pensa. La rete aiuta molto, ci sono siti che facilitano l’incontro di chi offre un lavoro e di chi cerca un’occupazione, i curriculum vengono inviati online, le risposte avvengono attraverso la posta elettronica. Le aziende però, contattano l’esaminando solo se interessate a un colloquio, altrimenti nella maggior parte dei casi, non si degnano di dare una risposta, lasciando l’escluso a sperare in una proposta lavorativa che non si presenterà mai. Per questi ed altri motivi i tre giovani italiani si sono messi a lavoro e hanno ideato una piattaforma con l’intento di equilibrare il mercato di domanda e di offerta. È nato così BeProved il Tripadvisor del lavoro. Un portale dove chi cerca lavoro, può leggere i pareri e le recensioni anonime di chi conosce l’azienda. È possibile in questo modo sapere in anticipo com’è l’ambiente di lavoro, se ci sono per il candidato possibilità di crescita, quale rapporto si potrebbe instaurare con i colleghi, a quanto ammonta la retribuzione ecc.

I datori di lavoro hanno in mano molte informazioni che interessano i candidati, basta compilare un buon curriculum per conoscere tutta la vita lavorativa del futuro dipendente, generalità e interessi personali, ma il dipendente dal momento in cui consegna il suo curriculum quanto conosce dell’azienda? Poco o niente, invece consultando BeProved si potranno apprendere maggiori informazioni soddisfando l’interesse degli utenti con la condivisione delle esperienze. L’idea dei tre ideatori è stata presentata nelle università, così da creare con la collaborazione degli studenti un primo gruppo di utenti alla ricerca di occupazione. Per usufruire del servizio occorre iscriversi al sito compilando un form. All’interno della piattaforma non saranno inserite pubblicità, ma sarà creato un servizio a pagamento per accedere a più opzioni. BeProved sarà in rete dal 16 febbraio 2015, naturalmente i profili saranno mantenuti anonimi.

Fonte: http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/02/prima-di-spedire-un-cv-e-possibile-consultare-beproved-il-tripadvisor-del-lavoro-00261119.html

Smart&Start Italia: finanziamento per start-up innovative

logo_smart_and_startAl via il nuovo Smart&Start Italia: con la pubblicazione della Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, parte ufficialmente la nuova versione dell’incentivo rivolto alle start-up innovative su tutto il territorio nazionale.

Alle ore 12.00 del 16 febbraio 2015 Invitalia aprirà ufficialmente lo sportello on line sul sito www.smartstart.invitalia.it dove sarà possibile presentare le domande e i piani di impresa in forma completamente paperlessnon si tratterà di un click-day, in quanto la misura verrà gestita dall’Agenzia fino a esaurimento delle risorse disponibili e l’istruttoria delle domande presentate seguirà l’ordine cronologico di arrivo.

Il nuovo Smart&Start ha una dotazione finanziaria di circa 200 milioni di euro ed è caratterizzato da alcune importanti novità: le agevolazioni sono estese a tutte le regioni italiane e non più solo alle regioni del Mezzogiorno e alle aree del cratere Aquilano. I finanziamenti sono destinati alle start-up innovative – iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese – di piccola dimensione, costituite da non più di 4 anni, ma anche alle persone fisiche che vogliono avviare una start-up innovativa.

I piani di impresa dovranno essere caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo, mirare allo sviluppo di prodotti e servizi nel campo dell’economia digitale o essere finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica o privata.

L’importo massimo finanziabile aumenta fino a 1,5 milioni di euro. Cambia anche la tipologia di agevolazione: sarà un finanziamento a tasso zero, ossia senza interessi, che potrà arrivare fino al 70% dell’investimento totale. La percentuale massima di finanziamento potrà salire all’80% se la start-up è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all’estero. Inoltre, solo per le start-up con sede nel Mezzogiorno e nel Cratere sismico dell’Aquila, è prevista una quota (20%) di contributo a fondo perduto. Le start-up costituite da non più di 12 mesi potranno beneficiare anche di servizi specialistici di tutoring tecnico-gestionale.

Hai una buona idea ma non sai come finanziarla? Il crowdfunding fa per te

crowdfunding (1)Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano, è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse (Wikipedia)

Come avevo promesso questa settimana ti parlo di un’altra forma di finanziamento che sta riscuotendo molto successo anche in Italia, il crowdfunding.

Puoi avere un sogno, un progetto, un obiettivo da raggiungere che  attraverso la rete  viene supportato da una folla.

Come funziona?

Intanto devi scegliere una delle piattaforme di crowdfunding esistente e descrivere la tua idea,  e quanti soldi ti servono  per realizzarla, chi è interessato prenota le sue quote ma nella maggioranza dei casi non paga nulla finché il progetto non è stato completamente finanziato, solo allora dovrà versare quanto pattuito attraverso un bonifico, la carta di credito o paypal.

Per scegliere la piattaforma tieni presente che ce ne sono di più generaliste in cui puoi inserire progetti di ogni settore, altre più specifiche in una particolare area.

Ci sono diversi tipologie  di crowdfunding, vediamole nel dettaglio:

  • donation based: piattaforme in cui è possibile fare donazioni per sostenere una determinata causa o iniziativa, senza avere nulla in cambio (ad esempio se si finanzia una campagna elettorale)
  • reward based: si partecipa al finanziamento del progetto in cambio di un premio, un riconoscimento non in denaro (ad esempio si finanzia uno spettacolo teatrale e si riceve in cambio un biglietto per lo spettacolo). Ad oggi è il modello più diffuso
  • social lending o peer to peer lending: utilizzato per realizzare prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi
  • royalty based: si finanzia un’iniziativa e si viene ripagati con i profitti della stessa
  • equity based: quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società

In Italia sono cresciute anche delle piattaforme ibride, cioè che offrono più di un modello in varie combinazioni, come la Reward-Donation.

 

Ecco la lista di alcune delle piattaforme che esistono in Italia:

Produzioni dal basso E’ una piattaforma generalista perché è aperta a tutti i tipi di progetto. E’ una piattaforma orizzontale che non filtra i progetti ed è quindi subito utilizzabile ed accessibile Non sono previste commissioni e l’eventualità di prevedere premi per i donatori è facoltativa. Le quote di chi effettua donazioni vengono prenotate, il donatore si impegna a versarle una volta raggiunto lo scopo prefissato da chi propone il progetto.

Crowdfunding-Italia Crowdfunding-Italia è una piattaforma di crowdfunding generalista. La registrazione a Crowdfunding-Italia è gratuita e non viene imposta alcuna commissione sui fondi raccolti.

StarsUp è il primo progetto che in Italia ad essere autorizzato a svolgere attività di equity crowdfunding: raccolta di capitale di rischio per finanziare start-up innovative. Il sito mette a disposizione due aree: Pubblicare un progetto e Investire in un progetto. Per entrambe si viene guidati passo dopo passo nella registrazione.

Eppela è una piattaforma di reward-based crowdfunding, è la più nota piattaforma italiana di crowdfunding, rivolta ai creativi. Si comincia andando su Invia un progetto e da lì si viene indirizzati su una procedura per definire quel che si intende realizzare, con importo richiesto e durata.  Il sito offre anche consulenza per presentare meglio i progetti e le ricompense per i sostenitori. Attività che prosegue anche durante la fase di promozione, una volta partita la raccolta fondi. Le categorie dei progetti: Art & Entertainment, Lifestye & Technology, Social Innovation.

Starteed è un progetto italiano con meccanismo simile a quelli internazionali, introducendo però concetti nuovi come lo scout e l’influencer: per incentivare la partecipazione è previsto per i maggiori promotori un guadagno in base alle vendite. La piattaforma integra la campagna di crowdfunding con tutte le fasi successive dello sviluppo e vendita del prodotto, offrendo al creatore la possibilità di vendere il proprio prodotto sulla piattaforma stessa.

Kapipal offre una piattaforma generalista di raccolta fondi senza il vincolo di presentare un progetto da realizzare; basta solo fissare una scadenza. Niente commissioni per l’intermediazione. Chi avvia una raccolta può seguirne attraverso un pannello di controllo.

Commoon ha come filo conduttore il non profit, ospitando progetti orientati alla sostenibilità e al sociale. Oltre a la piattaforma tecnica per realizzare le proprie idee, propone consulenza nella fase di definizione del progetto.

Limoney è una piattaforma di crowdfunding pensata e costruita per trasformare le idee delle persone in realtà, con l’aiuto di tutti.

Musicraiser è una piattaforma di crowdfunding reward-based esclusivamente dedicata alla musica. Fondata dal cantante dei Marta Sui Tubi, Giovanni Gulino, e dalla compagna dj e producer Tania Varuni, accetta progetti di raccolta fondi per dischi, tour promozionali, videoclip, concerti, festival e tutto ciò che ha a che fare con la musica.

Cineama è una piattaforma (e una community) dedicata al cinema aperta ai professionisti, ai creativi e agli appassionati di cinema e dintorni. Unisce crowdsourcing e crowdfunding, coinvolgendo direttamente i cineamatori nelle fasi di creazione, produzione, promozione e distribuzione di film, documentari, cortometraggi, web serie.

SiamoSoci è un marketplace for startup, un “motore di ricerca che permette agli investitori di trovare aziende di cui comprendono il business”. Tramite la piattaforma, le aziende non quotate possono raccogliere capitali da investitori privati per finanziare la crescita, facilitando anche la creazione di “club deals” (investimenti di gruppo) tra investitori con diverse professionalità.

Smartika offre la possibilità di praticare il social lending in Italia, in modo regolamentato e vigilato da Banca d’Italia a tutela degli utenti.

Prestiamoci piattaforma di prestiti tra persone, si pone l’obiettivo di promuovere il più possibile lo scambio di denaro tra privati, senza l’intermediazione di banche o altri istituti di credito”.

suggerimentoL’Italia è il primo Paese europeo ad avere una normativa per disciplinare l’equity crowdfunding. 

 

Cosa ne pensi? Hai mai cercato di farti finanziare un progetto con il crowdfunding? Come ti è andata?

Quali finanziamenti esistono per aprire un’attività?

Vuoi aprire un’attività in proprio ma non hai abbastanza soldi?

Come si può fare per ottenere un prestito, a chi si può chiedere?

La prima idea che viene in mente a tutti è la banca, chi se non una banca può fornirci i mezzi necessari? Ma lo sappiamo tutti che al giorni d’oggi si fa prima a vincere alla lotteria che ottenere un prestito in banca ma allora come fare?

Non preoccuparti esistono altre soluzioni: microcredito, finanziamenti per l’imprenditoria femminile e giovanile, crowdsourcing, social lending.

Oggi vi parlerò del microcredito visto che in dicembre il Governo ha emanato le nuove regole (vedi Gazzetta Ufficiale n. 279/2014)

microcredito

Microcredito

È si un prestito bancario, ma  rivolto ai soggetti deboli dal punto di vista socio-economico, per l’avviamento di qualsiasi attività, organizzata sia in forma individuale, che di associazione o societaria.

Il microcredito è considerato uno strumento di sviluppo locale perché è stato ideato per le persone che non possono avere accesso al credito tradizionale per mancanza di garanzie economiche

In Italia si è diffuso prima al Nord e poi gradualmente in tutta la Penisola vedendo quintuplicati gli interventi negli ultimi anni.

Beneficiari microcredito

  • Microimprese con meno di 5 dipendenti;
  • lavoratori autonomi e imprese titolari di partita IVA, attivi da non più di 5 anni
  • lavoratori autonomi o ditte individuali che impiegano fino a 5 dipendenti
  • società di persone, Srl o cooperative con meno di 10 dipendenti non soci

Vengono erogati i finanziamenti anche a persone fisiche se si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà;
  • condizioni di non autosufficienza propria o di un componente il nucleo familiare;
  • significativa contrazione del reddito o aumento delle spese non derogabili per il nucleo familiare.

Requisiti per ottenerlo:

  • dimostrare competenza nel settore in cui si vuole aprire un’attività
  • serietà, verrà analizzato il vostro business plan, sai prevedere il tuo fatturato? Conosci i prezzi del mercato? E il tuo target? E i costi? Insomma devi avere le idee chiare e farti aiutare da qualcuno competente in queste cose (commercialista o associazione di categoria o altro)

Spese finanziabili

  • Acquisto di beni incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o di servizi strumentali all’attività svolta compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative(anche in forma di microleasing finanziario).
  • Retribuzionedi nuovi dipendenti o soci lavoratori
  • Corsi di formazione: volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti; da parte dei soci di società di persone e società cooperative; anche di natura universitaria o post-universitaria volti ad agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento

I finanziamenti non possono superare i 25 mila euro

Chi lo eroga?

In Italia sono attivi numerosi soggetti che si occupano di promuovere e veicolare le attività di microcredito, come:

MxIT-Microcredito per l’Italia

Permicro, società specializzata in microcredito nata a Torino e operante su tutto il territorio nazionale

Ente Italiano per il Microcredito che intende promuovere,  e stimolare il ricorso a questa forma di microfinaza. L’Ente persegue sia attività di credito – mediante fondi pubblici e privati messi a disposizione specificamente per la lotta alla povertà – sia attività di formazione mirata per operatori che vogliano specializzarsi in microcredito e microfinanza.

http://www.microfinanza-italia.org

La prossima settimana ti parlerò del crowdsourcing, un’interessante possibilità di avere finanziamenti senza passare per la banca.

Fonte: www.pmi.it

Ti è già capitato di chiedere dei finanziamenti per una tua attività? Come ti è andata, te li hanno dati o hai avuto dei problemi?

 

Il programma europeo di SCAMBIO per IMPRENDITORI

Erasmus per giovani imprenditori è un programma di scambio transfrontaliero che offre ai nuovi imprenditori – o aspiranti tali – l’opportunità di imparare i segreti del mestiere da professionisti già affermati che gestiscono piccole o medie imprese in un altro paese partecipante al programma.

Lo scambio di esperienze avviene nell’ambito di un periodo di lavoro presso la sede dell’imprenditore esperto, il quale aiuta il nuovo imprenditore ad acquisire le competenze necessarie a gestire una piccola impresa .L’imprenditore ospitante ha l’occasione di considerare la propria attività sotto nuovi punti di vista, collaborare con partner stranieri e informarsi circa nuovi mercati .

Il soggiorno è cofinanziato dall’Unione europea. Che siate neo-imprenditori o professionisti navigati, il programma può apportare un importante valore aggiunto alla vostra attività: scambio di conoscenze ed esperienze, possibilità di estensione della rete di contatti a livello europeo, nuovi rapporti commerciali, accesso a mercati esteri finora sconosciuti, sono solo alcuni dei molteplici benefici.

http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=02#.VHbrEIuG9u4

Welfare to work – TIROCINI FINANZIATI

Welfare to work – TIROCINI FINANZIATI ha l’obiettivo di offrire ai giovani l’opportunità di un tirocinio e favorirne così l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

L’iniziativa prevede l’avvio di percorsi di tirocinio di inserimento/reinserimento lavorativo in azienda organizzati dai Centri per l’impiego del Veneto e destinati ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, inoccupati e disoccupati, che non percepiscano indennità o sussidi di disoccupazione, e che siano domiciliati in Veneto.

I percorsi, della durata massima di sei mesi, prevedono una borsa lavoro complessiva di 2.400 euro (400 euro al mese) che sarà erogata mensilmente al tirocinante da parte dell’INPS.

Sono a disposizione 200 tirocini per ciascuna provincia a esclusione di Belluno e Rovigo (120) per un totale di 1.240 attivazioni sul territorio regionale. I tirocini saranno avviati fino a esaurimento dei fondi disponibili.

I giovani interessati a fare un’esperienza di tirocinio devono recarsi presso il Centro per l’impiego (CPI) del proprio domicilio per effettuare un primo colloquio.
Anche le imprese venete che intendono ospitare uno o più percorsi di tirocinio devono rivolgersi ai CPI.

L’iniziativa prevede un incentivo per le aziende che assumono i tirocinanti prima della fine del percorso: le risorse residue della borsa lavoro non riconosciute al destinatario verranno attribuite all’impresa se l’assunzione avviene con un contratto di lavoro della durata di almeno 6 mesi (sono esclusi i contratti in somministrazione o a chiamata).
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi ai Centri per l’Impiego presenti sul territorio.

L’iniziativa è promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Italia Lavoro S.p.A. e la Regione del Veneto, in collaborazione con le Province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Vicenza, Verona e Venezia.

La SCADENZA del progetto è prevista per il 31 Dicembre 2014.

Per informazioni
Regione del Veneto
Sezione Lavoro
tel: 041 2795924
fax: 041 2795948-5237
mail: lavoro@regione.veneto.it

Professioni emergenti e in declino nel 2015

professioni_emergenti2Quali professioni saranno più richieste e quali meno nel 2015?

Secondo i dati dell’Isfol ci sarà una crescita dell’occupazione, con un aumento delle:

  • professioni ad alto livello di qualifica ( dirigenti, specialisti e tecnici)
  •  professioni non qualificate

e ci sarà una diminuzione delle professioni a qualifica intermedia (artigiani, operai, conduttori di impianti), soprattutto legate all’industria manifatturiera (lavorazione di metalli, tessile e abbigliamento) e all’agricoltura. Continua a leggere →