Pensiero laterale, competenza sempre più richiesta

Cos’è e come allenarla

Non ti è mai successo di pensare e ripensare ad un problema o ad un obiettivo da raggiungere e di non riuscire a trovare una soluzione?

Ti venivano in mente sempre le stesse soluzioni che non ti portavano da nessuna parte, e allora hai lasciato perdere pensando che non c’era soluzione.

A me personalmente è successo più di una volta e ne uscivo frustata e arrabbiata, finchè ho letto qualcosa che mi ha fatto riflettere, forse sbagliavo l’angolazione con cui guardavo il problema, era la prospettiva ad essere sbagliata, non io.

Non è stato facile, ma facendo un po’ di esercizi, ho cominciato a capire che il mio problema poteva essere risolto NON usando solo la logica, ma utilizzando il pensiero laterale, cioè attraverso la creatività, guardando il problema in modo “laterale”, da un’altra angolazione.

pensa_fuori_schemi_Foto di Nikita Kachanovsky su Unsplash

I nuovi punti di vista possono dar vita a modalità differenti di vedere e interpretare il problema e quindi di risolverlo in modo originale, innovativo, fuori dagli schemi a cui siamo abituati a pensare.

Questo nuovo modo di pensare ti libera dai vincoli imposti dalla logica e anche dalla paura di sbagliare, perché l’errore è visto solo come uno dei tanti tentativi necessari per arrivare alla soluzione e quindi non è vissuto come un dramma, ma come una scoperta che ti aiuta a raggiungere il tuo obiettivo.

Il pensiero laterale è stato inventato da Edward De Bono, medico e psicologo, negli anni ’60, De Bono ha scritto più di 60 libri tradotti in tutto il mondo su questo argomento.

Voglio aggiungere però, che Del Bono ha detto che né il pensiero verticale o logico, né quello laterale possono sopravvivere da soli, devono essere utilizzarti entrambi per garantire una migliore qualità di problem solving. Con il pensiero laterale incoraggi la creatività e l’apertura verso nuove idee e, con il pensiero logico decidi come organizzarle e realizzarle.

C’è chi è già predisposto ad utilizzare questo tipo di pensiero ma, se come me, non sei tra queste fortunate persone, puoi allenarti, per sviluppare questa abilità. Continua a leggere →

Intelligenza emotiva e lavoro

intelligenza_emotivaIntelligenza emotiva che cos’è?

È la capacità di riconoscere ed essere consapevoli delle proprie emozioni e di saperle gestire nel modo migliore, è la capacità di motivarsi anche di fronte alle sconfitte, per arrivare all’ obiettivo finale.

Ma non solo…

Intelligenza emotiva significa anche saper riconoscere le emozioni degli altri, capire il loro punto di vista, favorire la collaborazione tra le persone e aiutarle nella gestione dei conflitti.  Le relazioni sociali diventano  così delle occasioni di crescita personale e professionale.

Cosa ti chiedono di solito al lavoro? Continua a leggere →

Competenze trasversali: come svilupparle e come inserirle nel curriculum

competenze trasversali

Come sviluppare le competenze trasversali e cosa scrivere nel curriculum?

La scorsa settimana avevo parlato delle competenze trasversali (soft skills) e del perché sono importanti, oggi vi spiego come inserirle nel curriculum e come svilupparle, si perché tutti hanno delle competenze, non è qualcosa di innato che non si può modificare ma è un processo che si sviluppa nell’arco di tutta la vita.

Molti studiosi, come Seligman (padre della Psicologia Positiva) pensano che le per sviluppare o potenziare le proprie capacità bisogna crederci, “il talento è una potenzialità trasformata e realizzata, è presente in ogni persona ma ha bisogno della volontà, e del contesto per essere espresso.”

Questo vuol dire che una persona può avere un talento particolare ma se non si impegna per farlo crescere, per svilupparlo, rimarrà solo una potenzialità inespressa. Tutti hanno delle capacità ma senza la volontà, la motivazione e la perseveranza non serviranno a niente. E’ comodo pensare che chi ha successo in un campo è un genio, una persona particolarmente dotata, quindi irragiungibile per i comuni mortali. Questa è la scusa classica per chi non si vuole impegnare…bè lui ce l’ha fatta solo perché ha un talento particolare, io, persona normale non posso pensare di raggiungerlo, così non mi sforzo di migliorare perché comunque non servirebbe a niente. In realtà è vero esattamente l’opposto, tutti hanno delle capacità, l’importante è saperle individuare e poi allenarle, rafforzarle.

È come quando a scuola gli insegnanti pensano che un bambino non sia particolarmente dotato e  lo trattano, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri, il bambino interiorizzerà questo sentimento e si comporterà di conseguenza, creando un circolo vizioso e tenderà nel tempo a diventare come l’insegnante lo aveva immaginato.

Ma come dimostrare di avere una di queste competenze?  Basta scrivere nel curriculum “so lavorare in squadra” per convincere un selezionatore che si possiede veramente questa competenza?

Ma allora qual è il modo migliore per inserirle nel curriculum o di parlarne durante un colloquio di lavoro?

Bisogna fare un esempio, spiegare dove hai utilizzato quella competenza e a quali risultati ha portato.

lavoro_di_squadraCosa scrivere nel curriculum: se, ad esempio, parli di teamworking, (la capacità di sapersi relazionare con i colleghi, di saperli incoraggiare per ottenere una performance migliore) nel curriculum dovrai spiegare un successo ottenuto dal tuo team e il tuo contributo personale. Cerca di sottolineare sempre la tua capacità di ascoltare gli altri e imparare da loro, e dimostra di essere pronto ad accettare le opinioni e idee altrui e ad aiutare gli altri quando serve.

suggerimentoEsempi: “Sono stato parte di un team in cui all’inizio c’erano problemi di comunicazione. Siamo finiti tutti nei guai a causa di email mancanti, corrispondenza che andava persa e confusione nelle scadenze. Allora io ho suggerito che facessimo delle riunioni settimanali piuttosto che una volta al mese, e che iniziassimo ad usare una rete di comunicazione interna per condividere idee in tempo reale invece di dover aspettare l’incontro seguente. Tutti hanno apprezzato la proposta.”

“Il mio team ha apprezzato la mia disponibilità a fare mezz’ora di straordinari quando si avvicinavano le scadenze. Grazie al mio aiuto nel coprire l’assenza di un collega in malattia, abbiamo finito il progetto in anticipo e ottenuto il contratto”.

Se sei alla ricerca del primo lavoro, cosa puoi utilizzare come esempio per far capire quale competenze hai?

Ricordati che le capacità trasversali sono qualcosa che fa parte del tuo carattere, che hai sviluppato nell’arco della tua vita, non solo nel lavoro, ma anche nello sport, nelle attività legate al tuo tempo libero o nel volontariato.

Tu come hai inserito le competenze trasversali  nel curriculum?

Competenze trasversali cosa sono e perché sono importanti?

softskillCompetenze tecniche e competenze trasversali, qual è la differenza e perché sono importanti?

Certamente le capacità tecniche sono essenziali, se cercano una persona per supervisionare la costruzione di un edificio, la laurea in architettura sarà un requisito indispensabile…..ma non l’unico!

Numerosi studi hanno dimostrato che le persone più efficienti sul lavoro sono quelle che hanno alcune caratteristiche personali particolarmente apprezzate nel mondo del lavoro come ad esempio: orientamento al risultato, iniziativa, adattabilità, empatia, leadership, gestione dei conflitti, persuasione, gestione dei gruppi, consapevolezza di sé, autocontrollo, approccio positivo, riconoscimento di schemi, pensiero sistemico, comunicazione verbale, etc.

Queste competenze sono chiamate in vari modi, trasversali, trasferibili, soft skills, dimostrare ad un potenziale datore di lavoro di possedere queste capacità farà la differenza, ti darà un vantaggio in più rispetto ai candidati che puntano solo su quello che sanno fare. Continua a leggere →

Perché hanno assunto lui e non te?

competenze3Avevi un curriculum perfetto, le tu esperienze e il tuo titolo di studio sono simili a quelle dell’altro candidato, il titolo di studio giusto…… ma allora perché non ti hanno assunto? In un altro articolo ti avevo parlato di come un datore di lavoro cerca la persona che vuole assumere, adesso volevo spiegarti quali sono le caratteristiche personali che, di solito, un datore di lavoro considera vincenti in un candidato. Continua a leggere →