Allevamento lumache

Vi piacerebbe aprire un allevamento di lumache e non sapete come fare?

Leggete questo articolo per avere alcune informazioni di base: informazioni utili su come aprire un allevamento di chiocciole e sugli investimenti necessari per intraprendere quest’attività agricola non molto comune ma, comunque, in forte crescita nel nostro Paese. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
lumache

L’ELICICOLTURA IN ITALIA E IL GIRO D’AFFARI NEL 2019

L’elicicoltura, ossia l’allevamento di lumache a scopo alimentare, è vista da molti aspiranti imprenditori come uno dei possibili settori produttivi  in cui crearsi un lavoro. Si tratta di un’attività che lentamente ha preso piede in Italia. Nata all’inizio degli anni Settanta, da attività marginale e poco conosciuta, è divenuta una vera e propria attività agricola, sempre più diffusa e praticata. Quello dell’elicicoltura è un mercato in continua espansione, che non ha risentito della crisi e che offre vantaggiose opportunità di investimenti. Pensate che il business delle lumache in Italia crea un giro d’affari di 290 milioni di euro. Infatti le circa 870 aziende italiane dedite all’allevamento godono di ottima salute.

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Storia di chi ce l’ha fatta

career_leaders
A 25 anni fatica ad arrivare a fine mese. A 30 crea un’app che aiuta le persone a risparmiare sulla spesa, identificando il supermercato più economico della zona. Barbara Labate nasce nel 1978 a Messina. Nel 2003 vola a New York per seguire un Master alla Columbia. Per via degli alti costi scolastici, fatica ad arrivare a fine mese. Cerca di risparmiare sulla spesa, ma non capisce quale sia il supermercato più conveniente. Le viene così l’idea di creare un strumento che aiuti ad identificare i supermercati più economici della zona. Tornata in Italia, lavora all’idea: crea il sito e inizia a raggiungere i primi clienti. A quel punto decide di cercare investitori. Nel 2011 nasce così Risparmiosuper: un’app geolocalizzata che confronta i prezzi di tutti i supermercati della zona e segnala quelli più convenienti. Nel giro di pochi anni, gli utenti sono più di 1 milione. Barbara decide poi di creare un e-commerce per la grande distribuzione, dando così vita a ReStore. In questi giorni difficili dovuti all’emergenza coronavirus, ReStore sta permettendo a milioni di italiani di ricevere la spesa direttamente a casa.
Fonte :  Career Leadhers, una community di donne che desiderano crescere e aiutarsi nel mondo del lavoro, dacci un’occhiata ci sono storie molte interessanti.

 

Fattureincloud

la storia di Daniele Ratti che ha trasformato un lavoretto da studente in un’azienda da milioni di euro

Daniele Ratti ha 22 anni quando, il 17 agosto 2013, scrive la prima riga del codice che diventerà Fattureincloud, una delle startup italiane di maggior successo degli ultimi anni. Ratti, che nel frattempo si è laureato in ingegneria informatica a Bergamo, a 18 anni sviluppava videogiochi e app: “Come molti studenti – racconta l’imprenditore – avevo un lavoretto per guadagnare qualcosa mentre studiavo, ma nonostante fossero solo una decina di fattura al mese faticavo un sacco a gestire in maniera semplice e integrata la contabilità”. Per un bisogno meramente personale Ratti ha creato un portale capace di rivoluzionare la vita delle milioni di partite Iva italiane: “Siamo diversi dalla maggior parte delle start up perché non siamo nati pensando già a una exit o a un modo per raccogliere milioni di investimenti. Fattureincloud nasce esclusivamente per soddisfare un bisogno personale che poi mi sono reso conto essere di molti altri”.

Nel giro di pochi mesi la vita dello studente bergamasco cambia rapidamente: prima della fine del 2013 si accorge che il portale nato “per un bisogno personale” è invece uno strumento apprezzato da tutti gli amici e conoscenti a cui chiede di testarlo: “Un paio di mesi dopo aver scritto la prima linea di codice ho chiesto ai miei contatti di provare la versione beta e ho notato che tutti lo usavano continuamente. Allora ho capito che era una strada da seguire: ho abbandonato il mondo dei videogames e delle app e mi sono concentrato su Fattureincloud che è diventata anche la mia tesi di laurea”.

Ce l’hai il gene dell’imprenditore?

sogno nel cassettoTanti, in questo periodo di crisi, hanno deciso di seguire un sogno o un progetto che pensano vincente e di aprire un’attività in proprio ma, tutti hanno il “gene dell’imprenditore?” Tu pensi averlo?

Cosa contraddistingue chi ha un sogno nel cassetto da chi lo realizza e lo fa diventare il suo progetto di vita?

  • Essere informato sul prodotto/servizio che vuoi vendere, sul mercato di riferimento, sui concorrenti….. cominciare impreparati è come voler fare una scalata in montagna senza informarsi sul sentiero che devi fare.
  • Seguire una passione e rivolgersi a chi la segue come te, solo così sarai motivato anche quando incontrerai degli ostacoli e non ti lascerai abbattere.

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Quali finanziamenti esistono per aprire un’attività?

Vuoi aprire un’attività in proprio ma non hai abbastanza soldi?

Come si può fare per ottenere un prestito, a chi si può chiedere?

La prima idea che viene in mente a tutti è la banca, chi se non una banca può fornirci i mezzi necessari? Ma lo sappiamo tutti che al giorni d’oggi si fa prima a vincere alla lotteria che ottenere un prestito in banca ma allora come fare?

Non preoccuparti esistono altre soluzioni: microcredito, finanziamenti per l’imprenditoria femminile e giovanile, crowdsourcing, social lending.

Oggi vi parlerò del microcredito visto che in dicembre il Governo ha emanato le nuove regole (vedi Gazzetta Ufficiale n. 279/2014)

microcredito

Microcredito

È si un prestito bancario, ma  rivolto ai soggetti deboli dal punto di vista socio-economico, per l’avviamento di qualsiasi attività, organizzata sia in forma individuale, che di associazione o societaria.

Il microcredito è considerato uno strumento di sviluppo locale perché è stato ideato per le persone che non possono avere accesso al credito tradizionale per mancanza di garanzie economiche

In Italia si è diffuso prima al Nord e poi gradualmente in tutta la Penisola vedendo quintuplicati gli interventi negli ultimi anni.

Beneficiari microcredito

  • Microimprese con meno di 5 dipendenti;
  • lavoratori autonomi e imprese titolari di partita IVA, attivi da non più di 5 anni
  • lavoratori autonomi o ditte individuali che impiegano fino a 5 dipendenti
  • società di persone, Srl o cooperative con meno di 10 dipendenti non soci

Vengono erogati i finanziamenti anche a persone fisiche se si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà;
  • condizioni di non autosufficienza propria o di un componente il nucleo familiare;
  • significativa contrazione del reddito o aumento delle spese non derogabili per il nucleo familiare.

Requisiti per ottenerlo:

  • dimostrare competenza nel settore in cui si vuole aprire un’attività
  • serietà, verrà analizzato il vostro business plan, sai prevedere il tuo fatturato? Conosci i prezzi del mercato? E il tuo target? E i costi? Insomma devi avere le idee chiare e farti aiutare da qualcuno competente in queste cose (commercialista o associazione di categoria o altro)

Spese finanziabili

  • Acquisto di beni incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o di servizi strumentali all’attività svolta compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative(anche in forma di microleasing finanziario).
  • Retribuzionedi nuovi dipendenti o soci lavoratori
  • Corsi di formazione: volti ad elevare la qualità professionale e le capacità tecniche e gestionali del lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi dipendenti; da parte dei soci di società di persone e società cooperative; anche di natura universitaria o post-universitaria volti ad agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento

I finanziamenti non possono superare i 25 mila euro

Chi lo eroga?

In Italia sono attivi numerosi soggetti che si occupano di promuovere e veicolare le attività di microcredito, come:

MxIT-Microcredito per l’Italia

Permicro, società specializzata in microcredito nata a Torino e operante su tutto il territorio nazionale

Ente Italiano per il Microcredito che intende promuovere,  e stimolare il ricorso a questa forma di microfinaza. L’Ente persegue sia attività di credito – mediante fondi pubblici e privati messi a disposizione specificamente per la lotta alla povertà – sia attività di formazione mirata per operatori che vogliano specializzarsi in microcredito e microfinanza.

http://www.microfinanza-italia.org

La prossima settimana ti parlerò del crowdsourcing, un’interessante possibilità di avere finanziamenti senza passare per la banca.

Fonte: www.pmi.it

Ti è già capitato di chiedere dei finanziamenti per una tua attività? Come ti è andata, te li hanno dati o hai avuto dei problemi?

 

Nuove professioni: Information designer

infodesignerÈ vero che in questi anni molte figure professionali sono sparite e con loro molti posti di lavoro ma, sono nate anche molte figure nuove, soprattutto legate al web, oggi ti parlerò di come è cambiato il settore della comunicazione  e di come sia nato l’ Information designer.

Cosa fa un Information designer?

Semplifica concetti, cioè, trova il giusto equilibrio tra immagini e parole al fine di comunicare con chiarezza informazioni più o meno complesse a chi deve comprenderle e usarle.

Il mercato richiede sempre più persone che sappiano leggere, analizzare, organizzare,  elaborare, riprodurre e diffondere le informazioni in modo nuovo. In altre parole il compito principale dell’Information  designer è quello di rendere più capibili le informazioni attraverso immagini, grafici, mappe.

L’Information Design, che nei paesi anglosassoni ha ormai assunto la dignità di una vera e propria disciplina autonoma, in Italia è ancora poco nota.

L’Information Design è una disciplina dalla natura quanto mai complessa e dinamica, caratterizzata dalla presenza e dai contributi di figure professionali diverse quali ingegneri, revisori tecnici, grafici, esperti di elaborazione dati.

L’Information designer utilizza le infografiche e il visual journalism per rendere più dinamiche le informazioni, per trasformare le informazioni scritte in immagini,

la priorità infatti è quella di ottenere un testo chiaro ma anche invitante. Con l’infografica  si possono raccontare rapidamente numerosi dati e coinvolgere il lettore fino a stimolarlo alla condivisione.

Dove lavora?

Molti sono freelance che partecipano a progetti di comunicazione delle aziende, altri sono dipendenti di ditte che si occupano di comunicazione digitale.

Gli esperti più significativi in questo campo sono Graziella Tonfoni, Angela Morelli, Joan Costa, Lou Rosenfeld, Nathan Shedroff, David Sless, e Richard Soul Wurman.

Come diventare Information designer?

Bisogna avere conoscenze di comunicazione, di design e di pubblicità.

Molte persone che lavorano in questo settore hanno una base “artistica” cioè hanno frequentato scuole d’arte o pubblicitarie.

Oggi ci sono corsi specialistici, il consiglio è di informarsi prima da chi ha già frequentato il corso e di guardare se è alla prima edizione o ne hanno già fatte.

Non c’è un percorso stabilito per poter svolgere questa professione, molto dipende dalla vostra passione e da quanto siete motivati

Indirizzi utili

http://www.infodesign.org.uk/

Chi questo lavoro lo fa già

http://www.angelamorelli.com/1/

http://www.accurat.it/

http://fathom.info/

http://13pt.com/

http://giorgialupi.net/

Per un elenco di  Libri e articoli sull’Information designer consiglio questo sito http://lucarosati.it/guide/information-design, l’autore del sito fa anche corsi in questo settore.

Esempi di Infografiche

Pubblicità  glelateria

Infografica2

 

 

Nuove professioni in cucina

nuove professioni in cucina

Il settore della ristorazione è in crescita, cercano personale per ristoranti, pizzerie e alberghi ma, c’è anche chi decide di mettersi in proprio e si inventa una nuova professione in cucina. In molte città ci sono già cuochi a domicilio, in rete stanno aprendo siti di food blogger, c’è chi scrive ricette da vendere online con un abbonamento, si aprono quindi nuove possibilità anche per chi ha la passione per la cucina ma non ha un titolo di studio adeguato o anni di esperienza nel settore. Continua a leggere →

Web marketer

Intervista interessante per capire meglio una professione del web che si sta sempre più sviluppando

Web_marketer

“La mia attività consiste nell’aiutare le attività di commercio locali ad intraprendere la giusta strada nel territorio web”. Così Davide Cavalleri, wwworkers che si occupa di web marketing territoriale

Eventuale precedente lavoro: da quando ho iniziato a lavorare sono sempre stato nell’ambito del Web e dell’informatica, prima come tecnico pc poi come web designer e web developer fino all’ultima evoluzione in web marketer
Attuale lavoro da wwworkers: mi occupo di web marketing territoriale, ovvero aiuto le attività, prettamente commerciali, delle piccole e medie città a sfruttare internet ed i social network per affrontare la crisi del mercato, incrociando online ed offline in un potente e dinamica sinergia commerciale. Continua a leggere →

Professioni nel Web

 

Il Gruppo Web Skills Profiles, costituito nel dicembre del 2006 da IWA Italy (la sezione italiana di IWA/HWG associazione internazionale di professionisti del Web riconosciuta come realtà di standardizzazione dal CEN), e al quale partecipano oltre 200 professionisti, rappresentanti di aziende ed associazioni, ha l’obiettivo di definire i profili professionali del Web, progetto considerato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri una innovazione in ambito nazionale da esportare all’estero. Il 14 febbraio 2013, l’Associazione IWA Italy, sezione italiana di IWA/HWG ha pubblicato ufficialmente la versione 1.0 del documento contenente 21 profili professionali operanti nel Web uniformati secondo le direttive CEN in materia di Generation 3 (G3) European ICT Profiles, nonché le modalità di utilizzo dei medesimi.   I 21 profili sono i seguenti: Continua a leggere →

Assistente Virtuale Online

In questo articolo ti racconto chi è un Assistente Virtuale Online, che tipo di lavoro svolge e quali requisiti deve avere per proporsi ai sui clienti. 

CV Mary Tomasso ti spiega come ha fatto ad intraprendere questa professione http://assistentivirtuali.org:  Adoro viaggiare, conoscere nuove culture, sperimentare cose nuove e reinventarmi. Vivo in Argentina, dal 2008 sono Assistente Virtuale e ho creato il primo corso per Assistenti Virtuali in italiano, per aiutare altre persone a crearsi una nuova professione ed essere libere di lavorare da ovunque. Se sei alla ricerca di una professione che può permetterti di lavorare ovunque tu voglia, l’Assistente Virtuale Online potrebbe essere quello che fa per te, ma magari non lo sai! Lasciamo da parte le definizioni da dizionario o comunque standard, soprattutto perché l’Assistenza Virtuale è una professione molto complessa e varia, per cui sarebbe difficile inquadrarla: non è come dire faccio il medico o l’insegnante… ed è proprio questo il bello! Continua a leggere →